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TORRIONE SPINOTTI
Airolg

relazione: Emiliano Zorzi

Primi salitori: Emiliano Zorzi e Umberto Iavazzo, 13, 20 e 27 dicembre 2015
Sviluppo: 250 m + 120 m di roccette in uscita

Materiale: 18 rinvii, corda da 80 m per la discesa a doppie

Difficoltà massima : 6b+ (5c obbl.), S1

Roccia: roccia ottima a tratti; in altri tratti ripulita; qualche breve tratto richiede attenzione

articolo sul blog calcarea.wordpress

ripetizione e foto sulla pagina FB di inmont


 


 

 

 

 


TORRIONE SPINOTTI, m 2050 ca.

Airolg (parete Sudovest)

Scalata, la più facile della parete (dove si svolgono altri splendidi percorsi a spit di alta difficoltà come Il Viaggio di Paps, la Zanderigo-Benet e Cleopatra, oltre ad altre vie classiche), segue nella parte centrale una logica fessura-rampa nerastra sopra evidenti strapiombi. Alterna tratti di ottima roccia ad altri, pur ripuliti, che richiedono un po' di attenzione (specialmente evitare una grossa scaglia - punto esclamativo inciso nella roccia - a metà del tiro 6); i tir 5 e 6 sono soggetti al bagnato dopo piogge. I primi due tiri su gradoni con detriti erano già attrezzati (probabilmente da Paolo Pezzolato). Via a spit (S1), 17 rinvii.

NB: alla sosta 4 si diparte sulla sx la via Davandi e diedro.

Avvicinamento: da poco sotto l'inizio del Sentiero attrezzato Spinotti (che collega il Rifugio Lambertenghi con il Rifugio Marinelli; si giunge a questo punto i un'ora e mezza dal parcheggio del Rifugio Tolazzi o in 15 min. dal Rifugio Lambertenghi), si imbocca a dx (qualche labile traccia all'inizio, poi qualche ometto) il grande cengione inclinato che sostiene la parete del Torrione. All'inizio lo si percorre in discesa: in un punto non conviene stare sotto la parete - breve tratto esposto su erba ripida - ma scendere per erba e un canalino più in basso. Si prosegue poi in piano costeggiando la base delle rocce per erba e poi attraversando un ghiaione (si oltrepassano gli attacchi del Viaggio di Paps e poi l'accesso alla via Zanderigo-Benet) fino alla fine del cengione dove si rinvengono 2S con cordone e maglia rapida (inizio discesa a doppie verso valle - vedi sotto) e freccia incisa nella roccia.
Si salgono ora un canalino e roccette (p. 2°+) fino alla terrazza ghiaiosa soprastante dov'è l'attacco vero e proprio (1S, nome alla base). 15-20 min. dall'inizio della grande cengia.

schizzo dettagliato presente sulla guida

Discesa: dalla sosta finale si prosegue per la dorsale di erba e rocce sfasciate fino in vetta ( 120 m , II all'inizio poi I; ev. 3 lunghezze 50+30+ 35 m , 1S alle soste).

Possibile anche la discesa in doppia dalla fine della via (vedi schizzo; necessaria corda da 80 m o due da 60).
Raggiunta la base (2S+cordino e freccia) si può continuare a scendere a doppie (soluzione comoda per raggiungere direttamente il sentiero che porta a valle, Rifugio Tolazzi), senza ripercorrere in salita la cengia d'accesso. CD1: 40 m (ev. 30+10 m) stando sulle roccette a dx di un canale ingombro di sassi; sosta (2S) dietro un angolo, sul ciglio della parete sottostante, in posizione riparata. CD2: 40 m fino ad una sosta un po' spostata a sx (2SF, bollo rosso). CD3: 30 m fino alla base delle rocce.
Scendendo il ghiaione in 0h10 si è sul sentiero 144; in altri 0h20 al parcheggio del Tolazzi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SITI GEMELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AVVERTENZA: le relazioni, internet e sulle guide cartacee, sono compilate con la massima coscienziosità ma non si garantisce per eventuali errori o incompletezze. L'uso delle informazioni contenute in esse è a proprio rischio. Gli autori e l'editore non si assumono quindi nessuna responsabilità per eventuali incidenti o qualsiasi altra conseguenza.

 

 

 

 

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