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ALPI CARNICHE OCCIDENTALI

Vie classiche e moderne

É la seconda edizione ampliata e completamente rinnovata, rivista ed aggiornata del volume Alpi Carniche-Alpi Giulie della collana "Il grande alpinismo sui monti d'Italia" (prima edizione maggio 2016 ed oggi esaurita). Consideratala mole dei nuovi inserimenti e delle revisione apportate, per evidenti ragioni editoriali, si è suddiviso il precedente Alpi Carniche-Alpi Giulie in due volumi. Il primo, Alpi Carniche Occidentali è ORA DISPONIBILE (uscita aprile 2018). Il secondo, Alpi Carniche Orientali e Giulie Italiane è previsto per la primavera 2019.

Emiliano Zorzi, Saverio D'Eredità, ed. Alpinestudio-CAI.
nuova uscita (aprile 2018) DISPONIBILE.

VIDEO DI PRESENTAZIONE

Presentazione (alla prima edizione del volume Alpi Carniche-Alpi Giulie)
di Umberto Martini (Presidente del Club Alpino Italiano)

Aderendo al modello enciclopedico di divulgazione del ’900, di cui nella cultura generale furono tipici esempi la Treccani, i Manuali Hoepli o le Guide Rosse, la storica Collana della Guida dei Monti d’Italia del CAI.TCI costituì per oltre un secolo il riferimento culturale nella descrizione alpinistica delle montagne italiane.
Ma proprio perché fenomeno legato a un modo di comunicazione storicamente fortemente connotato, non poteva che essere un’esperienza destinata ad esaurirsi con l’avvento di internet che è venuto sostituendo l’informazione enciclopedica con quella globale. Se a ciò si aggiunge verso la fine del secolo scorso l’evoluzione dell’alpinismo che ha portato a ipotizzare da taluni la sua morte, non restava che individuare un nuovo modello di informazione nel settore delle guide alpinistiche che si proponesse come alternativa all’informazione globale ma non garantita nella sua veridicità del web, e nel contempo riaffermasse la vitalità dell’alpinismo nella sua concezione tradizionale.
È proprio dalla collaborazione editoriale del Club Alpino Italiano con Alpine Studio che nasce la nuova Collana Il grande alpinismo sui monti d’Italia, nella quale si fonde l’autorevolezza del CAI basata sulla sua esperienza storica a garanzia della serietà delle fonti, con la conoscenza sia della montagna che delle tecniche di comunicazione editoriale più aggiornate di Alpine Studio.
Il passaggio dalla descrizione sistematica a una scelta di itinerari che rispondesse alla domanda di informazione di una fascia di praticanti dell’alpinismo “medio” nella forma più tradizionale, rappresentata da un buon numero di adepti sia all’interno che al di fuori del Sodalizio, anche non italiani, corrisponde puntualmente alla filosofia dell’”aurea mediocritas” del CAI, che proprio in quanto aurea presuppone l’eccellenza nella visione di un alpinismo che si antepone alle tendenze tecniciste che più spinte della scalata sia su roccia che su ghiaccio.
È una concezione che pur muovendo dall’indispensabile preparazione tecnica unita all’esperienza maturata sul terreno tende a valorizzare gli aspetti ambientali, storici ed emozionali del frequentare la montagna. Di qui la scelta di itinerari che pur comprendendo anche vie con difficoltà dal I al VI della scala di Welzembach, poi UIAA, si presentano, salvo per gli ancoraggi delle soste, nelle condizioni di attrezzatura più prossime a quelli in cui le lasciarono i primi salitori, nel rispetto sia della prospettiva storica che dell’ambiente in cui vennero aperte. Itinerari che quindi consentono agli attuali ripetitori di trovare, indipendentemente dalla difficoltà, lo stesso spazio di avventura e le stesse emozioni che diversamente sono ricostruibili solo attraverso le pagine nella letteratura dei predecessori.
È una Collana quindi che si pone in controtendenza, lontana dagli eccessi delle vie “exploit”, in una certa misura anche provocatoria nei confronti della frammentazione in iperspecializzazioni dell’alpinismo che, a modo di vedere del CAI e di Alpine Studio, dovrebbe invece ricondurre l’uomo all’interezza e alla completezza dell’esperienza fisica, mentale e spirituale nella pratica dell’alpinismo.
È proprio su tale presupposto che confido nella migliore accoglienza della Collana da parte degli appassionati di montagna tale da assicurare la diffusione e sostenere la persistenza per l’intera durata del piano editoriale che ne estende i contenuti per tutto l’arco alpino, appenninico e insulare.

Prefazione (alla nuova edizione Carniche Occidentali)
di Roberto Simonetti (CAAI Orientale)

L'opera che tenete in mano non ha certamente bisogno della mia prefazione per dimostrare di essere un ottimo lavoro; prima di tutto parlano i fatti. La prima edizione è andata esaurita in pochi mesi e questo testimonia il favore raccolto nell' ambiente alpinistico.
La riedizione a distanza di due anni ha permesso agli autori di apportare correzioni agli inevitabili errori ed imprecisioni, di inserire integrazioni, ma anche di dare una diversa impostazione sia al taglio editoriale che ai contenuti. In particolare, da un punto di vista etico, ritengo valida la scelta di elencare le vie normali, valorizzando in tal modo la dignità alpinistica dei pionieri.
Ovviamente auspico che questa guida serva a favorire la conoscenza e frequentazione delle nostre belle Carniche e Giulie, ma senza che questo debba avvenire necessariamente secondo logiche consumistiche. Amare la montagna non è salire itinerari attrezzati e poi fuggire in fondovalle; merita la sua attenzione anche l'ambiente alpino con boschi, corsi d' acqua e alpeggi.
La nostra montagna dopo decenni di abbandono da parte delle istituzioni, si trova in grave difficoltà, inoltre nell'ultimo periodo le scellerate logiche dell' economia globale ne stanno decretando la morte, tanto che gran parte dei piccoli agricoltori ed allevatori è costretta a chiudere l'attività.
Invito quanti la amano ad aiutare chi, anche in questo difficile frangente, resiste e fra mille difficoltà porta avanti ancora una attività legata al territorio alpino. Non si tratta di pura beneficenza. Se vogliamo un ambiente montano vivo e accogliente, è necessario che il territorio venga sfruttato. I prati devono essere falciati, i boschi tagliati e i corsi d' acqua ripuliti, ma questo deve risultare conveniente a chi è disposto ancora a farlo.
Ovunque vi condurrà questa guida troverete rifugi e malghe che offrono servizio di alloggio e ristorazione, capaci di dare nella maggioranza dei casi un servizio e dei prodotti locali di prima qualità.
Premiate la tenacia di chi si èmesso in gioco su questo difficile terreno.
Da ultimo invito i lettori a non fare gli sbadati aiutando e premiando anche gli autori con l'acquisto una copia cartacea della guida.

Vi saluto e spero di incontrarvi in montagna.

Introduzione (alla nuova edizione Carniche Occidentali)
Gli Autori

Il lavoro di compilazione di una guida alpinistica ricorda, talvolta, le fatiche di Sisifo, che sembrano non aver fine anche quando si crede di aver raggiunto la meta. Non tanto, e non solo, per la sempre opinabile scelta degli itinerari da inserire, la cui lista rischia di risultare sempre incompleta e di non accontentare tutti, quanto piuttosto per la necessità di verificare se e come l'impostazione data ad un lavoro come questo possa effettivamente rispondere non solo ai gusti, ma soprattutto alle esigenze dei lettori. Una guida di questo tipo, che pur non avendo la pretesa di esaustività delle opere monografiche, cerca di dare una visione il più possibile ampia dei gruppi trattati ed allo stesso tempo deve anzitutto ad un criterio di utilità, cioè poter accompagnare il lettore nella scoperta e quindi nella scelta degli itinerari e dei luoghi. In questo senso avere l'opportunità, ad appena un anno dalla prima edizione, di rimettere mano al testo ci ha offerto l'occasione per riflettere sul lavoro svolto anche alla luce delle impressioni dei fruitori della guida e di verificare come questa si fosse comportata "sul campo". L'alta aspettativa da parte della comunità alpinistica per una pubblicazione che sarebbe andata a colmare un silenzio ultradecennale su questi monti è stata - almeno in parte - ripagata dal successo che la guida ha avuto e che ha portato al suo esaurimento nel giro di una estate. Nel frattempo abbiamo avuto modo di raccogliere ulteriori informazioni, spunti e suggerimenti che ci hanno permesso di perfezionare ulteriormente i testi, aggiornare le relazioni anche sulla base delle delle nuove ripetizioni effettuate nelle estati 2016 e 2017 o di notizie più recenti, nonché rivedere alcuni dettagli di impostazione e correggere gli inevitabili errori.
Si è inoltre deciso di separare in due volumi diversi il contenuto della prima edizione, sia per motivi editoriali (dato che il volume unico aveva una dimensione imponente) che per permettere, dentro limiti di pagine più agevoli, di poter sviluppare ed approfondire ulteriormente i materiali proposti.
In questa nuova edizione di Alpi Carniche Occidentali, a cui il prossimo anno si aggiungerà Alpi Carniche Orientali e Giulie Italiane, il lettore potrà trovare alcune novità tra gli itinerari (sia come nuovi inserimenti che in termini di correzioni o puntualizzazioni operate in itinerari già presenti) e soprattutto una diversa impostazione data ai gruppi e vie di accesso alle cime. Le vie normali, originariamente incluse solo nella versione "di discesa" sono state ora inserite nella numerazione progressiva degli itinerari e descritte nel senso di salita. Questa scelta è stata dettata sia da ragioni di ordine pratico, in quanto semplifica la fruizione del testo laddove le normali di fatto costituiscono anche gli avvicinamenti alle vie di arrampicata, sia per ridare una "dignità" alpinistica a questi percorsi. Pur non trattandosi di vere e proprie vie, infatti, molti di questi itinerari richiedono comunque una minima preparazione alpinistica. A ciò si somma una questione di rigore storico e filologico, dal momento che proprio dalle "normali" ha preso vita l'esplorazione alpinistica nel suo senso più autentico, la quale originariamente coincideva con l'individuare il percorso più agevole per raggiungere una cima. In questa maniera speriamo di aver reso onore anche a questa forma dell'andar per monti, oggi forse trascurata, e soprattutto di aver contribuito a colmare alcune lacune nella visione generale delle montagne trattate.
Nel corso di questa prima stagione "vissuta" con la guida abbiamo potuto notare con piacere un certo ritorno a pareti per tanto tempo trascurate. Non sappiamo se sia stato merito o meno del nostro lavoro: in ogni caso l'auspicio è di aver contributo se non altro a riaccendere la curiosità e la voglia di esplorare queste montagne e i loro silenzi.

Ringraziamenti
Naturalmente un'opera di questo tipo, non sarebbe stata possibile senza i preziosissimi aiuti e collaborazioni che ci sono stati gentilmente dati. La doverosa lista dei ringraziamenti segue un rigoroso ordine alfabetico. Il lettore consultando la pagina dedicata sul sito www.quartogrado.com potrà avere coscienza della provenienza dei materiali forniti da ogni singolo collaboratore. Per tutti, dai grandi nomi dell'alpinismo regionale che con cordialità e precisione ci hanno aiutato, specialmente per le scalate di alto livello, agli amici e compagni di cordata, un doveroso e sentito grazie per la passione e disponibilità dimostrate:

Luca Barbui, Luca Brigo, Adriano Campardo, Toni Caretta, Christian Casanova, Gianni Cattaino, Matteo Cimolino, Mauro Colle Fontana (asp. g.a.), Gabriele Colomba, Leonardo Comelli (asp. g.a.), Federico Conta, Alex Corrò (asp. g.a.), Daniele De Candido, Daniele Del Fabbro, Riccardo Del Fabbro (g.a.), Fabrizio Della Rossa (asp. g.a), Attilio De Rovere (g.a.), Gino De Zolt, Mario Di Gallo (g.a), Mirko Di Ronco, Gianni Dorigo (g.a.), Emilio Edel, Massimo Esposito, Mauro Florit (CAAI), Josef Franz, Andrea Fusari (asp. g.a.), Roberto Geromet, Edoardo Giglio, Dejan Koren, Marco Kulot (asp. g.a.), Massimo Laurencig (g.a.), Francesco Madama, Gabriele Martina, Cristian Mauro, Roberto Mazzilis (CAAI), Fabio Meraldi (g.a.), Marco Milanese (g.a), Claudio Mitri, Simone Molinaro, Daniele "Jot" Moroldo, Enrico Mosetti (g.a), Nicola Narduzzi, Raffaello Patat, Eros Pellegrina, Paolo Pezzolato, Daniele Picilli, Carlo Picotti, Corrado Pipolo (g.a.), Andrea Polo, Daniele Pozzati, Solero Rossi, Massimo Sacchi, Alessandro Scinto, Roberto Simonetti (CAAI), Marco Sterni, Patrick Tomasin, Sergio Valle, Giuseppe Vidoni, Erik Vuanello.

 

ANTEPRIME ED ESEMPI
Cliccando sulle icone qui sotto sono disponibili le anteprime della copertina della guida, delle foto, degli schizzi e dei testi presenti sulla guida.

 

 

 

 

 

 

SITI GEMELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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