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DENTE DELLA VERGINE , 2011 m

224 - Basilisco-Wittine+Agnolin (gola N e spigolo NW)

Gola Nord: Bruno Basilisco, Renato Spanyol, Riccardo Wittine , 3 agosto 1925; Spigolo NW: Danilo Agnolin, 21 settembre 1971.

AGGIORNAMENTO DEL 5/8/2019
Il 4/8/19 è stata completata la posa delle soste di discesa su fix fin dalla cima. Pertanto anche la percorrenza dell'ultimo tratto sullo spigolo NW segue ora una sequenza diversa di lunghezze, sfruttando in parte le soste a fix.
Si riporta qui sotto la nuova relazione aggiornata del tratto superiore della via.

Da segnalare inoltre che nel primissimo tratto del canalone iniziale sono presenti grossi massi provenienti da un recente distacco, anche se tali massi non pregiudicano la percorrenza della via.

600 m IV, pp. V- 4h NDA

Percorso che presenta tre tratti dalle caratteristiche diverse. Il primo è la profonda gola iniziale che, dopo che lo storico passaggio originale fra i massi è rimasto ostruito, oppone il tratto chiave (parete verticale levigata, ostica, specialmente se umida). Il secondo è il lungo sistema di rampe di rocce coperte di detriti che conduce allo spigolo NW. Il terzo è la scalata nei pressi del profilo che conduce in vetta. Itinerario riservato agli amanti dei luoghi selvaggi più che della scalata in sé, mai sciolta a causa del terreno slavato o friabile e di alcuni passaggi che richiedono molta attenzione. La presenza della linea di calate lungo il suo sviluppo rende la discesa molto meno complicata di un tempo. Roccia slavata nella gola, detritica nella parte centrale, abbastanza buona in alto.

L1-L7: Riferirsi allo schizzo. L8: Dalla sosta 7 (cerchio rosso), si imbocca la rampa-canale molto appoggiata che sale verso la spalla dello spigolo NW, stando preferibilmente sul bordo esterno (2SF; 50 m; II). L9: Si prosegue con lo stesso andamento, entrando poi a sx nel canale fino 15 m sotto il masso che lo chiude. Qui si esce di nuovo a dx sulla crestina della rampa (2SF; 60 m; II). L10: Per divertenti roccette lungo il dorso della rampa fin quasi al suo termine (cordone di calata; 35 m; II+). L11: Dopo le ultime roccette si raggiunge per erba e detriti la panoramica spalla (om.) sotto lo spigolo NW (1SF sulla sx dove riprendono le rocce; 40 m; II, I). L12: Stando a sx dello spigolo, si sale per gradoni con erba fin dove la parete si fa più verticale (2SF; 30 m; II, pp. III). L13: Dalla sosta a fix si traversa a sx (1C) proseguendo in obliquo a sx per rocce abbastanza solide fino ad imboccare una sorta di ripido canalino, di roccia abbastanza sana ma con detriti nel fondo, che riporta sullo spigolo dove questo forma una piccola spalla di erba e detriti (1CLF; 35 m; III, IV). L14: Si continua ora sulla dx dello spigolo, allontanandosene, per erba ripida e detriti (si lascia a sx un cespuglio di mughi sullo spigolo), fin sotto il successivo salto, che si supera preferibilmente sulla dx per rocce articolate ed appoggiate, fino a una comoda cengia dove si attrezza una sosta o ci si sposta qualche metro a sx utilizzando la sota (2SF) di calata (30 m; II, pp. III). L15: Ci si porta sulla dx nel canale-diedro che segna il margine della parete appoggiata, risalendolo (qualche tratto friabile) fino sotto al breve diedrino verticale che ne rappresenta l'uscita su una soprastante cengia alla base della parete gialla strapiombante. Ci si attrezza una sosta (utili i chiodi) sulla cengia sotto il diedrino (30 m; III, III+). NB: il percorso originale, dalla sosta 13 prosegue nei pressi dello spigolo per poi giunngere qui traversando in discesa per la cengetta (in tutto 100 m; IV) con andamento più impegnativo e laborioso. L16: Si scala il diedrino verticale (p. IV+) con uscita su ghiaia delicata, raggiungendo una cengia (1C+CL ev. sosta) sotto la parete gialla strapiombante. Si percorre qualche metro verso sx la cengia fin dove si interrompe, sostando comodamente (1CF da integrare; 15 m; IV+). L17: Si sale in obliquo a sx il gradino che deposita sulla soprastante cengia. Dopo un passo esposto (2SF sosta di calata), la cengia si allarga sulla spalla nei pressi dell'evidente mugo sospeso sopra la parete N del Dente (30 m; III, II). L18: Si sale qualche metro e si percorre verso SE la breve cresta orizzontale di facili risalti con mughi raggiungendo poi con breve salita (pp. II) la cuspide dell'Anticima, oltre alla quale si sale al punto più alto del Dente (0h15).

Accessi, schizzo della via e discese: vedi guida cartacea E. Zorzi, S. D'Eredità, Alpi Giulie e Carniche Orientali, 2019, ed. Alpinestudio.

GALLERIA FOTOGRAFICA

tiro 4 (in discesa)
tiro 11
tiro 12 (in discesa)
tiro 16

 

 

 

 

 

 

 

SITI GEMELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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