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PIZZO VIENE - Parete del Sole, 1775 m ca.

130 - Sederini Coraggiosi (parete S)

GAM Monfalcone, 15 giugno 2019

AGGIORNAMENTO - 17/6/2019
Via ultimata e percorribile
; la valutazione delle difficoltà riportata sullo schizzo è puramente indicativa (alcuni passi ancora non liberati). Alcuni tratti ancora da ripulire.

160 m 6c/A1 (6a) 2h S1 (utile una staffa)

Il percorso, dall'andamento tortuoso, asseconda i tratti arrampicabili della parete, collegati da alcuni passi in artificiale. La direttiva è data dall'impressionante diedro che caratterizza il settore sx della parete; alla linea accattivante non corrisponde un'arrampicata sciolta, sia per la sostenutezza di vari tiri o la difficoltà di vari singoli ancora da liberare. Pur attrezzata a fix ravvicinati, la scalata è impegnativa, molto esposta, che richiede esperienza per alcuni passi che richiedono cautela. Roccia che alterna tratti molto compatti ad altri (brevi) delicati o da ripulire. Soggetta al bagnato dopo piogge.
Anche la discesa, interamente a doppie, richiede esperienza dato l'andamento tortuoso e su parete strapiombante (vedi note sotto).

Accesso: prima dell'ingresso dall'Agriturismo Malga Montasio si imbocca a sx una strada sterrata (cartelli con indicazioni per la Piani, segn. 622 e 640) che aggira il prato della malga e scende nel bosco. Alla fine della breve discesa (q. 1475) si lascia a sx il sent.622 proseguendo sull'agevole e pianeggiante strada forestale. Dopo ca. 0h20 (q. 1501) si tramuta in sentiero. Lo si segue lungamente a mezza costa traversando i vari canaloni che scendono dai pendii prativi dello Zabus. Al centro del vallone che scende dalla Forca di Vandul si trova il bivio (sasso con tabellina segnavia a terra, q. 1572; 1h) che indica a dx il sent. 640. Qui si prosegue sull'ex sent. 621 in quota, prima tagliando un pendio erboso e poi nel bosco aggirando la base del Pizzo Viene e della Parete del Sole che appare sulla dx. Si abbandona la traccia e si risale liberamente il ripido ma faticoso pendio erboso (100 m di dislivello), stando da ultimo sulla sx dove una lunga corda fissa agevola la salita dell'ultimo tratto fino alla base della parete. 1h20 dal parcheggio.

Salita:
per la linea di salita riferirsi anche allo schizzo ed alla foto qui sotto scaricabili.

L1: Un difficile muretto strapiombante permette di raggiungere una cengetta. Sopra questa una difficile e delicata placchetta (p. non ancora liberato) ed una sorta di diedrino inclinato portano alla prima sosta. 15 m; 6c e A0.
L2: Si traversa a dx assecondando una fessura orizzontale (attenzione ad una scaglia); si rimonta una breve fessura di forza e si continua a traversare a dx in un cunicolo sotto un marcato strapiombo, agganciando una scomoda sosta appesa. 20 m; 5c.
L3: Si supera lo strapiombo nel tratto meno aggettante e su roccia ripulita, guadagnando un piccolo terrazzino alla base del grande diedro. 10 m; A0; utile una staffa specialmente nei primi metri.
L4: Si scala la prima parte del diedro verticale (roccia ancora un po' sporca) fino ad una scomoda sosta appesa sotto un tettino che interrompe il diedro. 20 m; 6a+.
L5: Si evita il tettino sulla dx (p. A0) sul margine del quale sono incastrati dei massi (cautela!) e si scala un tratto di diedro molto aggettante (non liberato). Dopo 7-8 m il diedro diviene verticale (difficoltà indicative attorno al 7a/b) e poi leggermente appoggiato (6b), portando alla sosta spostata su un terrazzino a dx. 25 m; 7a con tratti da liberare.
L6: Sullo strapiombo sopra la sosta si vedono degli spit (linea di discesa - vedi sotto). Si traversa qualche metro a dx (roccia un po' da ripulire) risalendo poi un incavo ed un muretto che a sx portano ad entrare in una profonda nicchia, dalla quale si esce a sx (ev. 2S vicini per sosta intermedia). Un ulteriore muretto compatto ed un facile traverso a sx (un po' da ripulire) portano a una sosta, sotto e a sx di una macchia bianca di distacco. 25 m; 6b.
L7: Si ritorna un passo a dx per poi salire un diedrino bianco formato da un distacco (tratto delicato!!), cui segue una placchetta ed un breve spostamento a dx (erba un po' fastidiosa). Un ultimo muretto compatto porta alla sosta finale. 25 m; 6b.

Discesa:

CD1: dalla sosta finale si scende rinviando in discesa, dato l'andamento diagonale del tiro. Non ci si ferma alla sosta 6 (spostata sulla sx - faccia a monte) ma si scende ancora alcuni metri sulla verticale del diedro bianco fino ad una sosta di sola calata poco sotto. 30 m.
CD2: si scende stando leggermente verso dx (faccia a monte) avendo cura di rinviare i 4 fix predisposti per la discesa (tratto strapiombante), raggiungendo la sosta 5, in cima al grande diedro, aiutandosi con uno spezzone di corda in loco per rientrare sulla parete.
CD3: da questa sosta, con due corde da 60 m, è consigliabile effettuare un'unica lunga doppia diretta (60 m esatti!!) fino a terra.
Nel caso si disponga di una sola corda, si scende avendo cura di rinviare in discesa gli ancoraggi del tiro 5 (leggermente in diagonale e strapiombante), raggiungendo al sosta 4, sotto il tetto che interrompe a metà il diedro. 25 m.
CD4: lungo il diedro verticale fino alla sosta 3. 20 m.
CD5: direttamente fino a terra (25 m).

Schizzo e foto scaricabili qui sotto.

VIDEO SULLA VIA

 

parete dalla base . primi tiri .........sosta 3 dalla base ........tiro 3 .............alla sosta 3 ....... inizio tiro 5

sul tiro 5 ............... in discesa........... in discesa

 

 

 

 

 

 

SITI GEMELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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