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ROBON, 1980 m

Never surrender + Never again (parete W)

 

Emiliano Zorzi, agosto e settembre 2019 (terminata il 10/9/2019)

360 m 7b/A0; obbl. 6b (difficoltà aggiornate al 20/9/2019) 7h S1 roccia ottima

Segue la tortuosa teoria di linee logiche e più "accessibili" nel settore dx della parete (primi 9 tiri, denominati Never surrender) per poi inserirsi, con un traverso di raccordo, sulla parete alta (tiri 10-15, parte della via denominata Never again) che viene affrontata per la continua e serpeggiante teoria di fessure e spaccature che conducono sotto il tetto finale. Un breve tiro ancora non liberato (L14 - utile ma non indispensabile una staffa) conduce per una fessura obliqua oltre l'ostacolo consentendo l'uscita in cima alla parete. Unica fra le vie della montagna che permette di salire la parete dalla base alla vetta. Rispetto alle grandi realizzazioni di altissimo livello presenti sul Robon (vedi Itin. 333, 334, 335, 336, 337) le difficoltà ben più abbordabili e la spittatura più ravvicinata aprono la percorrenza di questa splendida parete anche a scalatori meno agguerriti.
Scalata che alterna tratti tecnici su placche ad altri atletici e faticosi in ampie fessure. Via aperta in solitaria tranne sui tiri 4 e 10 (con G. Barnabà).

Accesso: vedi guida E. Zorzi, S. D'Eredità, Alpi Giulie e Carniche Orientali, 2019, ed. Alpinestudio come per l'Itin. 333.
Dove il sentiero rasenta la base delle rocce della compatta parete inferore (attacco Itin. 335) proseguire per esso ancora ca. 50 m finche si può uscire sulla sx per massi e poi erba alta per portarsi in breve alla base di una evidente placca con profonde rigole. Attacco in centro alla placca, sul limite sx delle rigole. Nome in vernice alla base.
1h30 da Sella Nevea.

Salita: riferirsi allo schizzo e alle foto.

Discesa:
Esiste una discesa attrezzata per corde doppie (4 doppie da 30 m) che inizia alla sosta 9, nel grande ripiano - caverna alla fine della parte bassa della via (Never surrender). Utilizzando tale pista a corde doppie (alcune soste di calata segnalate da bollo rosso per rinvenirle in modo immediato) si giunge ad un ripiano erboso alla base dello zoccolo del Pilastro Marisa (0h30 in totale per le doppie) e sopra la parete a rigole iniziale. Da tale ripiano in breve (3 min.) seguendo i bolli rossi fra erba e massi si raggiunge il sentiero 10 min. più in alto dell'attacco.

Per chi esce in cima alla parete, dall'ultima sosta si seguono i bolli rossi che guidano in piano sull'accidentato terreno carsico della sommità del Robon fino a raggiungere in 10 min. il sentierino (segnalato da frequenti ometti) che permette di scendere al non lontano Bivacco Modonutti-Savoia (20 min. dall'uscita della via). Da questo, per il sent. 637, si rienrtra all'attacco (20 min. dal bivacco) e poi a Sella Nevea (1h15) per il percorso di accesso.


vista generale della parete con le discese ed il percorso (tratteggiato) per l'eventale risalita dello zoccolo che porta alla sosta 9


Per la galleria fotografica CLICCA QUI
Vedi anche il racconto dell'apertura sui blog rampegoni e calcarea

 

 

 

 

 

 

SITI GEMELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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