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TERZA GRANDE, 2586 m

parete NNE

 

Primi salitori ignoti.
500 m (disl.) • I, II, pp. III • 3h • roccia mediamente buona • NDA (sufficiente una corda da 30 m)

Il Cadìn delle Nàie si apre fra gli aspri fianchi scoscesi di questo versante compreso fra la Terza Grande e la Terza Media. Un catino vero e proprio circondato da pareti e torrioni particolarmente suggestivi; la chicca è il Bivacco Marta, situato su un cucuzzolo che si stacca dal catino e padroneggia la sottostante vallata del Frisòn. La salita è molto logica ed entusiasmante, su roccia molto buona e difficoltà moderate. Il percorso è segnalato con “bolli” rossi ed un passaggio è attrezzato con scalini in metallo; lungo il tracciato c'è qualche spit per assicurare il secondo di cordata.

Avvicinamento : dal Rifugio Volontari Alpini Feltre Cadore (1.281 m) in Val Frisòn, attualmente (luglio 2019) raggiungibile in auto solo lungo la strada strerrata da Forcella Lavardèt (Val Pesarina-Casera Razzo), salire il labile sentiero nel bosco che si inerpica ripido nella Val delle Naie. Appena fuori dal bosco il terreno diventa detritico nei pressi del greto del Rio Naie e qualche tratto attrezzato a funi metalliche agevola il transito. Giunti nel Cadìn delle Naie, innalzarsi verso sx fino a raggiungere il Bivacco Marta (2.045 m);

Salita: Dal Bivacco Marta ridiscendere in breve al Cadìn delle Naie e appena possibile attraversarlo in direzione di un evidente rampa detrtitica che conduce ad un ampia cengia erbosa, posta a sx dello stretto e marcato canale che solca tutta la parete della Spalla.
Alla base della rampa detritica si trovano i primi bolli rossi, che si seguono fino a ridosso della grande parete soprastante, in prossimità della cengia erbosa. Attraversare sulla cengia verso destra fino ad entrare in un colatoio; salire il colatoio (II+; 3 gradini metallici), poi obliquare a destra e salire diritto (I; bolli rossi) fino ad entrare a destra nel marcato canale. Superare la paretina di dx (10 m; III; 1S alla fine) situata ai piedi di un caratteristico spuntone sporgente, raggiungendo un colatoio detritico. Risalire un tratto ed obliquando verso dx raggiungere una forcellina (I, II; bolli rossi). Seguire la cresta a sinistra, evitare una paretina nera sulla dx (I, II; bolli rossi) e superando una crestina, portarsi sotto un'altra parete. Salire senza via obbligata su roccia buona (II; bolli rossi) entrando in un antro giallastro; superare una fessura sulla parte sx dell'antro (III; bolli rossi; 1S alla fine), poggiando piede sulla cresta NNE.
Verso dx lungo la cresta di roccia buona e con tratti esposti (I, II; bolli rossi; qualche spit di assicurazione), inizialmente sulla sx della stessa (SE), poi sul filo di cresta e successivamente ancora sul fianco dx (NW). Dopo alcune variazioni altimetriche della cresta (I, II; bolli rossi; 1S con mailonne rapid per eventuale calata di 7-8 metri), si raggiunge la cima principale.

Discesa : lungo la via normale sul versante sud-sud-est (segnalata con bolli rossi) - vedi Itin. 20; 1h30 fino a Passo Oberenghe + 1h fino a fondovalle.

RELAZIONE RAFFAELLO PATAT (8/2019)

 

 

 

 

 

 

 

SITI GEMELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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