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MONTE FIORITO, 2131 m

Frugando nell'ignoto (parete N)

Daniele e Oleg Del Fabbro , Federico Ferrari, 6 agosto 2018.

350 m, 6b+, 5h; roccia molto buona; S3.

Bella via che presenta un'arrampicata fisica e tecnica allo stesso tempo. Si sviluppa a cavallo di quella sorta di pilastro che segna il centro della parete. Necessario buona sicurezza sulle difficoltà (obbligatorie) data la lontanaza delle protezione che non sempre è semplice integrare, specialmente sui primi tiri, più sostenuti.

Accesso: da Sappada (piazzale della chiesa), si scende verso il Piave e dopo 100 m si imbocca la strada a dx (tabelle per Rifugio De Gasperi e Passo Elbel) che attraversa il fiume e dopo ca. 200 m porta ad un ampio spiazzo di parcheggio nei pressi di una cappelletta a q. 1177. La strada forestale, attraversato un ponte sulla dx (tabelle; segn. 314), risale la pianeggiante ed ampia Valle di Enghe. Percorsi ca. 20 min sulla forestale della Valle di Enghe (segn. 314) sx si imbocca un'altra pista forestale per il Passo Digola (tabelle) che sale più decisa fino alla località palude di Tamerle (1400 m; bivio con tabelle). Si prosegue verso sx (indicazione C.ra Tamer di Dentro, Passo Digola; segn. 309) e , giunti dove la strada costeggia il Rio del Gufo, con la parete proprio di fronte, si scende nel letto del fiume e lo si percorre in discesa per circa 50 m ; poi si imbocca sulla dx un canalone di frana che si apre fra i mughi. Lo si segue fino quasi sotto la parete dove lo si abbandona per proseguire verso destra percorrendo un ruscelletto ed un pendio erboso sino ad arrivare all'evidente fessura che divide la parete . L'attacco è a sx della caverna che difende l ' inizio della fessura (ometto; primo spit, molto alto, visibile). 1h45 da Sappada.

Itinerario: L1: SI sale la placca verticale, a sx della grande nicchia. Si continua su parete verticale a buchi (6b) obliquando leggermente verso sx per 20 m. L ' ultimo tratto (6b+) conduce fino sotto a un tettino, dove sulla sx si imbocca una sorta di diedrino aperto che porta alla sosta (50 m; 6b+; 9S, 1CL). L2: Dopo il primo tratto verticale (breve p. friabile dopo 2 spit) per terreno più facile si va a sostare su 1S da integrare con friend in una nicchia d'erba (15 m; 6a, poi 5b; 3S, 1CL). L3: Superato un primo tratto verticale si segue una rampa verso sx per poi affrontare un tratto verticale giallastro (allungare i rinvii!), dopo il quale si ritorna a dx sulla verticale della sosta sottostante. Si punta alla fessura (1S non visibile, ben alto sulla sx della fessura; necessario integrare con friend) e al successivo pilastrino strapiombante. Da ultimo con difficile movimento si passa sulla dx raggiungendo rocce più facili che portano alla sosta (45 m, 6b, pp. 6b+; 9S). L4: Si segue una fessura-rampa che porta verso lo spigolo di sinistra (primo spit molto alto, necessario integrare). Si scala una placca ed il successivo diedro leggermente strapiombante (p. 6a) a sx di una grande scaglia, sopra il quale si continua per fessura (utili friend) per poi puntare a un pulpito sulla dx dove si troverà la sosta. Sotto a dei sassi si trovava il libro di via (rovinato dall ' acqua) (40 m; 4c, p. 6a; 6S). L5: Si sale dritti seguendo l'impegnativa fessura che incide la scura paretina sopra la sosta. Arrivati sulle placche, le si percorre stando ad una decina di metri a sinistra dello spigolo fino ad arrivare alla sosta sopra una paretina verticale (50 m; 6b+ all'inizio, poi 4c; 9S). L6: Si seguono le placche adagiate dell'ampia schiena del pilastro, puntando direttamente al salto verticale che le interrompe in alto. Si va a sostare ca. 10 m sotto la paretina (60 m; 4b; 5S). L7: Si supera il salto verticale seguendo lo spigolo di sx (6b). Si continua per la placca successiva fino ad arrivare ad un piccolo diedro che si oltrepassa stando sul lato sx (6a). Oltre il diedro si arriva alla sosta posta poco sotto la parete strapiombante gialla finale (55 m; 5a, pp. 6a e 6b; 7S). L8: Si attraversa per 15 m verso dx lungo la cengia-rampa di roccia friabile. Ci si alza si prosegue verticalmente per un diedrino (6b+). Delle paretine sulla sx portano ad un pulpito che è la sommità della parete N (ometto), dove si trova sosta (non visibile dal basso). Possibile spezzare il tiro (per evitare gli attriti) sostanto al terzo spit, che va integrato con friend (50 m; 5a, p. 6b+, poi II; 5S, 1CL).

Discesa: anche se dall'uscita delle vie da N è possibile raggiungere la vetta vera e propria (ca. 100 m di II) e poi scendere per il versante SW (infestato dai mughi), la discesa più efficace avviene a doppie lungo la via con 7CD da 50-60 m (consigliabile unire in un'unica CD i tiri 2 e 3).

foto E. Zorzi (nella foto, le vie "a" e "b" sono rispettivamente: Il gigante buono, De Zolt, Dalsass, 1994, VI, VII; e De Candido-De Lorenzo Poz, 2000, V+.

GALLERIA FOTOGRAFICA

 

 

 

 

 

 

 

SITI GEMELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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