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SFINGE DELLA GRAUZARIA
Via Fruz di Caselin

relazione: Nicola Narduzzi, salita del 30/5/2016

Primi salitori: Mario Di Gallo, Daniele Moroldo, 3 agosto 2003
Sviluppo: 700 m
Difficoltà complessiva: via a spit
Difficoltà massima: 5°+, pp. 6° e 6°+
Tempo previsto: 8 - 11 h
Roccia: molto buona ma con alcuni tratti detritici
Materiale: NDA

 

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SFINGE DELLA GRAUZARIA , m 1754

Via Fruz di Caselin (Parete NE)

Itinerario che, con percorso logico e di soddisfazione, esplora il negletto settore sinistro di parete. La roccia, quasi dolomitica come tipico di questo gruppo montuoso, sulle difficoltà risulta essere molto solida e appigliata, seppur scarsamente proteggibile in diversi tratti. Attualmente in parete si trova una sola sosta (alla fine del primo tiro) e i 5 chiodi indicati nella relazione originale. Tutti questi elementi lo rendono un itinerario che richiede preparazione ed esperienza alpinistica, in un ambiente tipicamente alpino. Molto buona la relazione originale Di Gallo, specie per le sezioni più impegnative; come già riportato dai primi salitori, nel complesso itinerario di difficoltà un grado superiori e di roccia più solida rispetto alla via Bizzarro-Simonetti, alla quale questa via si unisce poco sotto al tiro chiave.

Si riporta la relazione originale dei primi salitori (presente anche sul sito del Rifugio Grauzaria) in quanto ottima e facilmente riscontrabile sul terreno.

Attacco:
L'attacco è situato presso una piccola targa in bronzo, pochi metri a sx della Via Gilberti-Soravito.

L1: Salire obliquamente a sx per gradoni (70 m; 2°, 3°, 2CF)
L2: Superare una parete a dx di rocce chiare e levigate dall'acqua, obliquare a sx per un'articolata fessura con clessidre fino ad un terrazzo detritico (60 m; 4°, 5°).
L3: Seguire un camino (4°) e proseguire direttamente per pareti alternate a cenge (3°, pp. 4°) raggiungendo, dopo 160 m, il limite sx della grande cengia, sotto la parete verticale interrotta da strapiombi.
L4: Salire direttamente per una placca (5°. 6°), un diedrino poco marcato (5°; 1C) e un diedro obliquo e strapiombante a dx di roccia articolata (6°-) fin sopra uno strapiombo (60 m).
L5: Proseguire diritti, superare un piccolo strapiombo (5°; 1C) e il successivo diedro chiuso da un tetto (5°+) che si evita a dx per una cengetta erbosa fino ad uno scomodo punto di sosta (40 m).
L6: Superare uno strapiombo (5°+) cui segue un breve tratto a gradoni (2°), la successiva parete verticale si supera direttamente (5°+, p. 6°+), si obliqua a dx (5°) per evitare un tratto friabile fino su uno stretto terrazzino (60 m; 1CF).
L7: Proseguire direttamente per una paretina (5°+) e per gradoni (2°); poi una serie di lame oblique a sx (4°) conduce a uno strapiombo che si supera a dx (5°+). Per un diedro (4°, poi 3°) raggiungere una fascia di rocce sbrecciate sotto un marcato diedro (100 m).
L8: Salire nel diedro per 20 m (4°; 1C), uscirne a dx per una cornice (3°+; 1C) fino a raggiungere la base di una paretina grigia solcata da un'esile fessura (50 m in tutto).
Da qui si prosegue per le ultime due lunghezze della Via Bizzarro-Simonetti (100 m; da 4° e 5°+) - vedi guida Alpi Carniche-Alpi Giulie (collana Il grande alpinismo sui Monti d'Italia).

NB: le numerazioni sulle fote corrispondono a quelle della guida Alpi Carniche-Alpi Giulie

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SITI GEMELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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