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SASS DLA CRUSC - Piz dl' Pilato
Diedro Mayerl

relazione: Saverio D'Eredità, salita del 8/8/2016

Primi salitori:Sepp Mayerl, Manfred Rohracher, 2 e 3 settembre 1962
Sviluppo: 350 m
Difficoltà complessiva: ED-
Difficoltà massima: 7° o 6°+/A0
Tempo previsto: 6h
Roccia: da buona ad ottima con alcuni tratti friabili
Materiale: serie completa di friend (raddoppiare le misure medie e portare friend grandi)

 

relazione completa in pdf

 


 

 

 

 


SASS DLA CRUSC - Piz dl' Pilato, m 2825

Diedro Mayerl (Parete O)

Su una delle più belle pareti delle Dolomiti, dai colori ammalianti, il diedro che si apre in corrispondenza dell'elevazione del Piz dl'Pilato interrompe la continuità della muraglia offrendo al tempo stesso una linea di salita logica ed ideale.
Aperta nel 1962 e in anticipo rispetto alle vie che fecero la storia di questa parete, il diedro Mayerl rappresenta una pietra miliare nell'alpinismo dolomitico e ancora oggi una scalata di riferimento su quest'ordine di difficoltà. Si tratta di un'arrampicata impegnativa e sostenuta, di grande logica ed eleganza che offre alcuni tiri molto estetici, tra i quali la lama del quarto tiro e la placca che evita un tratto del diedro spiccano per particolare bellezza.
La chiodatura essenziale lungo i tiri e la continuità dei passaggi rendono la salita piuttosto esigente, ma di grande soddisfazione. In ogni caso le fessure risultano ben proteggibili con friend medi e grandi. La roccia è nel complesso buona, ottima a tratti e sulle difficoltà maggiori, sebbene alcuni tratti da ripulire richiedano attenzione.

ACCESSO:
Dall'Ospizio di S.Croce (2045 m raggiungibile con i due tronconi della seggiovia da Pedraces in Val Badia) seguire le indicazioni del sentiero n. 7 verso la parete e poi verso dx, costeggiando la base dello zoccolo che difende l'accesso alle pareti per ca. 15 min. Ad un grande ometto in corrispondenza dello sbocco di un canale abbandonare il sentiero e salire per tracce (ometti) lungo lo zoccolo. Questo si sale a zig-zag seguendo la buona traccia con direzione tendenziale da dx verso sx (roccette a tratti friabili ma percorso nel complesso agevole e ben individuabile). Si attraversano alcuni canali e cengette collegati da brevi muretti; si compie un lungo traverso a sx e, oltrepassato uno sperone, si sale sul margine dx di un vasto impluvio (sotto la verticale della giallastra parete Ovest del Piz de l'Pilato). Non lo si risale fino alla fine, ma si segue una traccia verso dx che porta ad un pulpito e successivamente a contornare le rocce in leggera discesa, fino ad entrare in un canale secondario a dx che conduce ad un successivo profondo colatoio che si rimonta (pp. 2°, roccia friabile) uscendo sulle ripide ghiaie alla base della parete. Risalirle in direzione della base del diedro dove si attacca (cordone). 1h30.

RELAZIONE:
L1: Salire la fessura diedro all'inizio su rocce gialle un po' friabili, quindi su roccia grigia più appoggiate prima verso dx poi verso sx tornando sul fondo della fessura (possibile anche continuare sulla dx: più facile, ma roccia meno proteggibile) dove si supera un corto ma impegnativo strapiombo (cuneo) oltre il quale si traversa per cengetta a dx alcuni metri fino alla sosta (35 m;, 5°, p. 6°-; 1CU, 3CF).
L2: Ritornare a sx sul fondo della fessura (2C, altra possibile sosta scomoda) che si scala interamente con bella arrampicata e difficoltà crescenti, superando alla fine una strozzatura strapiombante e sostando su un comodo terrazzino (30 m; 5°, 5°+, p. 6°, 4C, 1CU, 4CF).
L3: Ancora per la fessura, qui più larga e strapiombante, superando un difficile passaggio (p. 6°+ o A0; 1C, 1CL), oltre il quale si sosta in una piccola nicchia (15 m; 6°, p. 6°+ o A0, 1C, 1CL, 2CF).
L4: Uscire dalla nicchia e attaccare la lunga, regolare lama soprastante. Con arrampicata entusiasmante e sostenuta risalirla completamente sostando in una piccola nicchia dove la fessura si allarga a diedro (30 m; 6°, 2C, 2CU, 3CF).
L5: Continuare per la fessura qui, più larga, superare una strozzatura con un passaggio impegnativo (protezione con friend grandi) e raggiungere la cengia mediana su rocce friabili. Salire ancora pochi metri sostando su un esiguo terrazzino (20 m; 5°+, p. 6°+, 3CF).
L7: Sopra la sosta uscire a dx in parete traversando un paio di metri, quindi in verticale per fessura superficiale (2C) e traversare a sx per rientrare sul fondo del diedro sopra un pilastrino friabile. Salire nel diedro e sotto un piccolo tetto uscire a sx (6°+ o A0, 1C a pressione) ad un punto di sosta (scomodo) con 2C. Conviene continuare a salire ancora lungo la fessura, qui molto larga sostando più comodamente sotto il marcato tetto giallastro che interrompe la continuità del diedro (35 m; 5°+, 6°, p.6°+ o A0; 5C, 2CF).
L8: Traversare a sx verso il margine del tetto (1C), superare il difficile strapiombo che lo chiude e proseguire con impegnativa arrampicata sul fondo della fessura (1 masso incastrato con cordino). Superare a sx un successivo strapiombo (1C) e proseguire per la fessura-lama, saltando una possibile sosta scomodissima a metà (3C) ed entrando in una profonda nicchia dove si sosta sotto un tratto strapiombante e friabile. Tiro molto impegnativo (25 m; 6°, 6°+, p. 7° o A0 su friend grandi; 2C, 2CF).
L9: Non si prosegue lungo il diedro, ma si esce a dx in parete doppiando lo spigolo (1C appena dietro lo spigolo). Salire in obliquo a dx (1C) e traversare 2 m ad un cordone lungo su spuntone. Dal cordone abbassarsi 1 m a 2C (possibile sosta scomoda) e traversare a dx su placca in grande esposizione (2C) fino ad un diedrino appena accennato che si risale (2C) e con un difficile passaggio guadagnare la sosta, alla radice del tetto (30 m; 5°+, 6°, 7C, 3CF).
L10: Traversare in orizzontale sotto il tetto (1C) fino al suo limite sinistro, superandolo con delicato passaggio su piccole prese (2C, uno difficile da rinviare). Ritornando sulla linea del diedro che si sale qui facilmente fino ad una comoda sosta sotto uno strapiombo di blocchi instabili (20 m; 6°, 6°+ poi 4°; 3C, 2CF).
L11: Superare lo strapiombo soprastante (1 cordino) spostarsi pochi metri a dx (1C) quindi salire in verticale per rocce articolate. Scalare un muretto di roccia chiara (1C) quindi riattraversare a sx verso il fondo del diedro che si rimonta fin sotto un altro strapiombo. Evitarlo a sx e portarsi alla base della profonda fenditura terminale che si risale sul bordo dx uscendo sull'altipiano sommitale (50 m; 6°, poi 5°, 4°; 2C, 1CF).

DISCESA:
Riattraversare la fenditura a sx e per tracce di passaggio scendere verso l'altipiano (SE) dove si incrocia il sentiero n.7. Seguirlo verso dx (S) costeggiando il bordo della parete fino all'ampia forcella. Qui piegare a dx (O) seguendo le indicazioni, per il lungo sentiero a tratti attrezzato che attraversa interamente in diagonale la base della bastionata del Sass dla Crusc. Giunti quasi al terminale della zona rocciosa ignorare una grande traccia verso dx (ometto: porta all'attacco delle vie) e scendere per il sentiero segnato giungendo alla base della parete e come l'accesso si ritorna all'Ospizio di S.Croce (1h30 dalla vetta).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SITI GEMELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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