Via di vecchio stampo, esempio del tipo di scalata
dell’epoca, imperniata nella salita di camini e canali che permettono di
scalare l’impressionante parete O della Roda sul limite dx. Si tratta di una
scalata impegnativa, non sempre piacevole e con passaggi da affrontare con
attenzione, a causa della qualità della roccia non sempre eccelsa e delle
protezioni ormai vetuste e non abbondanti. Grande comunque il fascino dato
dalla salita in sé.
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Primi salitori: A.
Dibona, A. Verzi, A. Broome, A. Corning,
11 agosto 1908
Sviluppo: 385
m
Difficoltà: D+ max: 5°
Tempo previsto: 5 ore
Roccia: discreta,
migliore in alto
Materiale: una
scelta di dadi e friend, alcuni chiodi (soste presenti ma chiodatura datata e
via poco attrezzata)
Punti d’appoggio: Rifugio
Paolina, Rifugio Fronza
Cartine: Tabacco foglio 06 (Catinaccio), scala 1:25.000
Accesso:
Dal Rifugio Paolina
si segue il sentiero per il Rifugio Fronza (segn. 552) per una quindicina di minuti, oltrepassando la
parete della Roda, fino al bivio con il sentiero alto di collegamento (segn. 549) fra i Rifugi Fronza e
Roda di Vael. Lo si imbocca verso dx e dopo poco lo
si lascia per seguire il ripido sentiero segnalato (segn.
551) per il Passo Vaiolon fino alle rocce della
parete O della Roda di Vael, che si raggiunge al suo
margine settentrionale (cioè sx guardando la parete). Si attraversa ora tutta
la parete standone alla base per tracce fino al punto più alto delle ripide ghiaie
nel settore dx della parete, alla base dello zoccolo sfasciato che sostiene il
sistema di camini della Via Dibona (vedi foto). 1 ora
dal Rifugio Paolina.
Salita:
1)
Si
segue la rampa di roccia sfasciata che inizia immediatamente della parete
gialla della Roda. La si rimonta alla meglio andando a sostare poco sotto ad un
canalino. 50 m; 1°, 2°; 2CF.
2)
Per
una fessura (quella più a dx di tre parallele) si entra nel canale (1C), dal
quale si esce verso sx (2C con cordini, ev. sosta)
per portarsi nella rampa-canale con erba che segna l’incontro fra lo zoccolo e
la parete dove si sosta. 30 m; 3°, pp.
4°-; 3C, 1CLF.
3)
Su
per il canale prima con erba e poi con roccia che richiede attenzione fino ad
uno spiazzetto dove conviene sostare. 30
m; 3°+; 1CLF.
4)
Alla
fine del canale si traversa facilmente a dx (1C alla fine), per poi salire
direttamente per un diedrino che conduce ad un comodo terrazzo (cordoni su
spuntone) dove inizia il sistema di camini verticali che caratterizza la via.
Si sosta alla base dell’evidente e logica fessura-camino grigiastra. Pochi
metri a sx c’è la parete gialla con fessure rotte e difficili; più a dx invece
un’altra profonda fessura-camino. 25 m;
3°, 1°; 1C, 1CF.
5)
Si
scala la fessura camino, prima rettilinea (5°-, 1C in alto), poi bipartita. Si
prende il ramo di dx, meno profondo e più facile, che conduce in cima ad un pulpitino dove ci si riunisce all’altro ramo della fessura.
Sosta su spuntone triangolare. 35 m;
5°-, 4°; 1C.
6)
Lasciando
il profondo antro-camino che sale verso l’alto, si va verso sx (2C in basso,
sosta inutile), imboccando un sistema di fessure giallastre obliquo a sx. Lo si
scala delicatamente (1C), usando con prudenza un blocco-lama un po’ traballante
incastrato nella fessura (p. 5°-, 1CL sopra). Il successivo diedro inclinato
(2C all’inizio) conduce al terrazzino erboso di sosta. 20 m; 4°+, 5°-; 5C, 1CL, 2CF.
7)
Si
affronta ora lo scorbutico e profondo camino giallastro, dalla roccia levigata,
che costituisce il tratto chiave della via. Lo si scala con difficili
opposizioni (5°, 1C), uscendone poi verso sx (utili friend grandi) quando si apre
a diedro (1C), portandosi in un camino-fessura parallelo, alla base del quale
si sosta su cengia. 25 m; 5°; 2C, 2CF.
8)
Si
affronta il profondo caminetto giallastro con in alto grossi massi incastrati
(1C, sosta eventuale se si è affrontata direttamente la parte finale del camino
del tiro precedente), oltre i quali si esce a dx del netto bordo (1C). Si scala
una placca inclinata per rientrare alla fine nel camino ed andare a sostare su
una cengia in leggera discesa. 25 m; 4°;
2C, 2CF.
9)
Si
segue verso dx la cengia (1C; su dritta invece, lungo un diedro giallastro,
sale la Variante d’uscita Eisenstecken; inizio 5°+ e
A0, poi 3°/4° per circa 70 m), oltrepassando una lama (cordini) con passo
esposto. Oltre questa si scala un diedro per una decina di metri (1CL alla
fine), traversando infine verso dx, passando all’interno di una grande lama
staccato e sotto al sasso incastrato fra questa e la parete, sostando poco oltre.
25 m; 3°, pp. 4°-; 1C, 1CL, 1CLF.
10)
Si
imbocca il camino finale, scalando all’inizio lungo delle lame (1C), portandosi
quindi sulla faccia sx dello stesso (1C) per poi rientrare nel camino
giallastro (1CL, 1C). Si supera sulla sx, con passaggio da capire, un masso che
ostruisce il camino formando uno strapiombetto (p. 5°) andando a sostare sopra
un successivo sassone incastrato. 35 m;
4°, p. 5°; 3C, 1CL, 1CLF+1CF.
11)
Si
evita a dx su paretina un ulteriore sasso incastrato, rientrando poi nel
profondo camino, ora foggiato quasi a canale. Si oltrepassando ancora degli
altri massi finché si giunge alla forcelletta in cima
al camino e ormai sull’ampia schiena ghiaiosa sommitale. Sosta su spuntone. 30 m; 3°+, 4°-.
Discesa:
La discesa più comoda
è lungo la facile ferrata per la schiena N del monte (bisogna quindi salire in
cima, andando facilmente per sentiero verso sx dall’uscita della via; 5 min.),
completamente attrezzata fino al sottostante Passo Vaiolon,
che si raggiunge in meno di mezz’ora. Da qui, per ritornare a Passo Costalunga
o al Rifugio Paolina si scende a sx (faccia a valle; ovvero O, verso Bolzano)
lungo il canalone detritico che deposita alla base del versante occidentale del
Catinaccio, dove corre la mulattiera che raccorda i
Rifugi Fronza, Paolina e Roda di Vael.
Da qui al Rifugio Paolina (che si vede bene; è l’arrivo della seggiovia), e poi
(indicazioni davanti alla casa) al Passo Costalunga (poco più di mezz’ora dal
Rif. Paolina; ore 2 / 2,30 dalla vetta).
Dall’uscita è anche
possibile scendere direttamente verso dx lungo il percorso del Masaré (tratti ferrati) che conduce in 45 min. al Rifugio
Roda di Vael.
Foto principale
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Galleria immagini
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