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CRETA DI ENGHE (Cima Est)
Canalone Sud

relazione: Emiliano Zorzi, salita del 21/10/2012

Primi salitori: Giuseppe De Gasperi, 18 luglio 1906
Sviluppo: 450 m di dislivello complessivo
Difficoltà complessiva: PD
Difficoltà massima: 2°
Tempo previsto: 2 ore
Roccia: roccette miste a detriti in prevalenza; qualche tratto di roccia abbastanza buona
Materiale: ev. qualche cordino e uno spezzone di corda da 30 m

 

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CRETA DI ENGHE (Cima Est), m 2365

Canalone Sud

È un percorso al limite fra l'escursionismo e l'alpinismo. Non presenta grandi pregi, anzi risulterà interessante solo per l'alto escursionista che cerca luoghi solitari e reconditi. L'arrampicatore lo rifuggirà a causa delle difficoltà poco più che elementari e la roccia di qualità spesso scadente. Gran parte della salita si svolge su ripida erba con detriti e roccette affioranti. Sporadicamente segnalato con bolli rossi che nella parte alta si perdono. È usato come via di discesa per i pochi che scalano le vie del Torrione di Enghe.

Accesso:
L'accesso avviene dalla strada della Val Pesarina. Si può parcheggiare al centro dello sci di fondo di Pian di Casa (q. 1236; bar e parcheggio) oppure, più comodamente, alcuni km più in alto sullo spiazzo poco sotto Casera Lavardet (q. 1423).
In entrambi i casi si seguono i sentieri che conducono a Casera Mimoias (45 min. da Pian di Casa, 30 min. da Casera Lavardet). Dai pressi della casera (bivio sotto la stessa dal lato di Casera Lavardet) si segue il sent. 202 per Passo Enghe, che risale il bel vallone di Mimoias. Dopo ca. 15 min. dalla casera, si segue a dx il sentiero (n. 203a) per Passo Elbel che si percorre per una decina di minuti, superando il ghiaione ingombro di massi che scende dal Canalone Sud. Si continua oltre per un buon tratto e dopo due tornanti (uno verso sx e poi uno verso dx) si prosegue ancora per poco finché sulla sx un piccolo ruvo con bollo rosso e scritta un po' nascosta "Enghe" indica il punto dove lasciare il sentiero. Ore 1,15 dalla strada.

Salita:
Si sale il ruvo che tende verso sx assecondando la base delle pareti di poco soprastanti (qualche ometto). Il ruvo termina su dei mughi. Si trova un pertugio sulla sx e dopo pochi passi si può riprendere a salire in mezzo ai mughi sfruttando un rigagnolo di pietre (ca. 30 m) uscendo dai mughi ormai vicini alla base delle pareti. Salendo brevemente a sx si entra finalmente nel grande canalone principale (possibile imboccarlo direttamente dal sentiero; percorso più faticoso).
Sulla sx una freccia rossa sbiadita indica di salire sulle placche a sx a margine dei mughi (accesso alla Via Serora , vedi). Conviene invece rimontare direttamente l'ampio canale sassoso; dopo poco si rintraccia qualche bollo rosso. Si continua a salire per ca. 100 m per sassi o belle lastre levigate su cui praticamente si cammina. Dove il canale piega un po' a sx; sulla dx c'è uno stretto ramo secondario che sale verso il netto camino a margine della parete nera del torrione. Questo canale secondario è indicato da un bollo (e poi da altri) che non bisogna considerare (conduce all'attacco della Via Paperplack).
Continuare nel canale principale (1°, 2°) per il solito terreno per una cinquantina di metri finché il canale si approfondisce. Qui conviene imboccare sulla sx un ripido canale erboso abbandonando lo spacco principale. Lo si sale e se si è fortunati si rinviene un bollino rosso. Dopo ca. 50 m di dislivello conviene obliquare un po' a dx per erba molto ripida (100 m ca., 1°; se bagnato pericoloso) con roccette affioranti, stando praticamente paralleli al canalone, fino a raggiungere la cresta dell'avancorpo a sx del canale. In breve a dx si è in cima al canale.
Si prosegue per poco dall'altra parte per erba e roccette che richiedono attenzione (da sotto sale un altro grande canale) portandosi poi verso dx per erba e canalini detritici fino a raggiungere la Cresta Sudovest, ben a monte del Torrione di Enghe.
Si asseconda la dorsale, di erba con roccette affioranti, raggiungendo l'Anticima SO e quindi, in breve tempo transitando per la selletta erbosa del canale dal quale sale la Via Normale (vedi discesa), la Cima Est.

NB: è anche possibile, invece di salire a dx alla Cresta SO, continuare lungo il canale principale e senza particolari difficoltà raggiungere l'insellatura sulla cresta principale, disposta da E a O, della Cresta di Enghe (vedi anche uscita della Via Serora ) e poi per detta cresta verso E (alcuni risalti rocciosi si aggirano per lo più a N), si raggiunge ugualmente l'Anticima SO e quindi la Cima Est.

Discesa:
Segue il percorso individuato da Lothar Patera lungo la Cresta SE che riporta direttamente a Passo Elbel. La vecchia "via comune", che si svolge lungo il versante NE, è di fatto dimenticata in quanto più complessa e lunga. Discesa facile ma che richiede orientamento, nonostante la presenza sporadica di alcuni segni rossi. Alcuni ometti fuorvianti.
Dalla spianata della cima si segue la cresta detritica che scende leggermente in versante SO fino ad una vicina ed ampia selletta. Non conviene salire all'elevazione successiva (ometto - vedi in calce percorso alternativo) ma scendere verso sx (S) lungo un canalone di ripida erba, interrotto da qualche facile salto (pp. 1° e 2°). Sotto si trasforma in canale detritico e roccioso sconnesso ma non difficile. Lo si discende completamente fino ad immettersi nel canale principale (Canalone Est) una cinquantina di metri sotto alla forcella che costituisce la sommità di quest'ultimo. Non si scende per il canalone ma, praticamente di fronte allo sbocco del nostro canale (freccia rossa sbiadita), si imbocca una cengia con traccia di sentiero e ometti che corre sul versante N della cresta antistante (Cresta Sudest). Si segue verso sx la cengia ben battuta (segni rossi ed ometti). Ad un forcellino, non lo si valica ma si scende alcuni metri a sx (sempre sul lato nord della cresta, freccia rossa) portandosi ad una cengia sottostante e parallela che conduce verso dx (faccia a valle) ad una spalla erbosa.
Si segue per poco il filo della cresta (qualche segno rosso) per poi iniziare a scendere a dx (versante SE) per facili canalini di ripida erba. Si prosegue più o meno liberamente sempre verso SE lungo il ripido pendio erboso con qualche isolata roccetta, fino a raggiungere la sella del Passo Elbel. Ore 1 dalla cima.
NB: percorso alternativo, non conveniente se non in caso di neve nel primo canale. Da poco dopo la vetta, senza scendere nel canalone, si può anche raggiungere, dopo la prima selletta, l'elevazione di cresta con ometto. Da questa si scende verso SE puntando alla forcella sottostante in cima al Canale Est. Si scende stando a sx del crinale per erba ripida e roccette (sopra un canalino particolarmente pendente, spuntone per eventuale doppia) fino alla forcella. Da questa si scende a sx per il facile canalone di ghiaia per una cinquantina di metri finché sulla dx si diparte la cengia con segni rossi (da sx sbuca l'accidentato canalone della discesa usuale).

 

 

 

 

 

 

 

 

SITI GEMELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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